Avete mai provato ad associare un colore ad un libro? Sembra essere un trend molto diffuso.
In realtà io non ci avevo mai pensato finché non ho letto questo romanzo; ad un certo punto mi è parso quasi di non poterne fare a meno.
In realtà io non ci avevo mai pensato finché non ho letto questo romanzo; ad un certo punto mi è parso quasi di non poterne fare a meno.
La schiuma dei giorni è un'esplosione di colori, un'accozzaglia informe di luce.
Ogni frase alterna fantasia e realtà, spruzzi a gradazione di vita.
Colin, il protagonista, passeggia su una nuvola, parla con un topo e suona il pianocktail con la stessa disinvoltura con la quale noi ordineremmo un cappuccino al bar.
Boris Vian si cimenta in descrizioni improbabili alterando ogni regola della più sterile architettura; le stesse condizioni climatiche si deformano al volere dell'autore.
La macchina si era fermata davanti a un albergo sul bordo della strada. Erano sulla strada buona, liscia, screziata di riflessi fotogenici, fiancheggiata ai due lati da alberi perfettamente cilindrici, con l'erba verde, il sole, i campi con le mucche, staccionate tarlate, siepi fiorite, tante mele sui meli e mucchietti di foglie morte, un pò di neve qua e là per variare il paesaggio, e poi palme, mimose e pini del Nord nel giardino dell'albergo, e un ragazzino arruffato coi capelli rossi che guidava due pecore e un cane ubriaco. Da una parte della strada c'era vento, e dall'altra no. Potevi scegliere quello che ti piaceva. Soltanto un albero su due faceva ombra, e solo dentro il fosso di un lato della strada vivevano le rane.

