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22 aprile 2014

Solo, ho dentro di me tanta di quella vita che non potrete mai venirne a capo

È la vita a costituire l'unica realtà e il vero mistero.
La vita è molto più che semplice materia chimica, che nelle sue fluttuazioni assume quelle forme elevate che ci sono note. La vita persiste, passando come un filo di fuoco attraverso tutte le forme prese dalla materia. Lo so. Io sono la vita. Sono passato per diecimila generazioni, ho vissuto per milioni di anni, ho posseduto numerosi corpi. Io, che ho posseduto tali corpi, esisto ancora, sono la vita, sono la favilla mai spenta che tuttora divampa, colmando di meraviglia la faccia del tempo, sempre padrone della mia volontà, sempre sfogando le mie passioni su quei rozzi grumi di materia che chiamiamo corpi e che io ho fuggevolmente abitato.
Guardate: questo dito, così sensibile, così pronto ad accogliere sensazioni, così delicato nelle sue molteplici abilità, fermo e forte a sufficienza per flettersi, piegarsi o irrigidirsi per mezzo di leve straordinarie, ebbene questo dito non sono io. Mozzatelo. Io continuo a vivere. È il corpo ad essere mutilato, non io. [...]


18 aprile 2014

E non disse nemmeno una parola - Heinrich Böll

È un fatto strano, ma è così che succede. 
Succede che quando lascio correre del tempo tra un articolo e l'altro perdo la voce. Non è mancanza di argomenti, uno spunto di riflessione si trova sempre, è proprio l'attitudine a comunicare che viene meno. È questione di confidenza, come se dovessi ogni volta alzarmi in piedi e presentarmi alla classe: nome, cognome, indirizzo, sono nata, ho vissuto.

Confidenza: fiducia, in se stessi, nel prossimo. 
L'interlocutore virtuale è vasto e indefinito. 
Chi sei tu, che leggi quello che io scrivo? Cosa c'è delle tue esperienze in quello che sei oggi? Come passi il tuo tempo? Cosa c'è che non va? Cosa mi nascondi? Qual è il tuo dolore? E la tua destinazione? Quanto è importante la libertà? 
Per me è aria, la libertà, aria che non mi spetta. Che io non mi concedo più. Ho il fiato corto, qualche volta. Il mio respiro se l'è preso una rosa. Io ci morirei per quella rosa.


11 aprile 2014

Malanni da scrittura? Ci pensa il Dottor Jack London

Gli scrittori non leggono
È una piaga sociale, un po' come la moda dei leggins leopardati. 
Gli scrittori che non leggono si riconoscono subito; ci sono dei meccanismi che devono scattare contemporaneamente affinché il macchinario produca la giusta melodia. Gli scrittori che non leggono non riescono a trovare il giusto equilibrio tra sostanza e forma: spesso si lasciano andare a virtuosismi inutili, garbugli di parole che non significano nulla. Oppure scarnificano la scrittura più del necessario, per essere originali, tralasciando particolari che potrebbero dare più spessore alla narrazione. Ma la caratteristica più grave che ho riscontrato è che gli scrittori che non leggono sono egocentrici: lasciano andare il lettore, perché sono troppo presi a seguire se stessi. E non se ne rendono neanche conto, perché partono dall'assunto - sbagliato - che scrivere una storia e infilarci qualche dramma è un modo più che sufficiente per attirare l'attenzione.


08 aprile 2014

Devi toccare con mano il pulsare più profondo delle cose

E allora tu, giovane scrittore, hai qualcosa da dire, o credi soltanto di avere qualcosa da dire? 
Se ce l'hai, nulla potrà impedirti di dirlo. Se sei in grado di pensare cose che al mondo piacerebbe sentire, la forma stessa del pensiero già ne è l'espressione. Se pensi con chiarezza, scriverai con chiarezza; se i tuoi pensieri sono meritevoli, altrettanto meritevole sarà la tua scrittura. Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perché i tuoi pensieri sono scadenti; se è limitato, è perché tu sei limitato. Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità? [...] Come puoi percepire a livello qualitativo e quantitativo l'importanza relativa di ogni briciola di conoscenza che possiedi? E senza tutto questo come puoi essere mai te stesso? Come fai ad avere qualcosa di originale da proporre all'orecchio ormai sazio del mondo? L'unico modo per conquistarsi questa filosofia è cercarla, estraendo dalla conoscenza e dalla cultura del mondo i materiali che vanno a comporla.