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17 agosto 2014

Invito a una decapitazione - Vladimir Nabokov

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A perdere la testa - Fonte 

A passo lento e irregolare proseguono le letture di stagione. A pizzic e muzzc, come si dice dalle mie parti. Leggo quando riesco, in quello spazio di tempo tra un secondo e l'altro. Non mi lamento. Vorrei leggere di più. Vorrei leggere tutto. I miei libri sono ammassati in scatole e cartoni. Alcuni saltano fuori dai cassetti. Uno me lo sono ritrovato sotto al cuscino l'altra notte, quasi come se la fatina della letteratura fosse venuta in mio soccorso ancor prima che ne manifestassi il bisogno. E a buon rendere, perché dopo l'ultima estrazione del giudizio, non ho più denti da offrire in pegno. 

Ma, prima che la lancetta dell'orologio si posizioni sull'attimo successivo, mi rubo questa porzione di indefinito  per parlarvi di un criminale che difficilmente scorderò, e di una richiesta particolare, un Invito a una decapitazione, che - converrete con me - non è proprio cosa da tutti i giorni.


07 agosto 2014

Mrs Scratch si rinnova: nasce Scratchbook!

È smania, ecco cos'è. È quella voglia di prendere e fare.
Quando ho aperto questo spazio non sapevo cosa aspettarmi,  quale fosse la mia direzione. Sapevo di voler scrivere, questo sì. Di voler gridare a modo mio, con questo melodramma sottile che mi contraddistingue. Non mi sono posta alcun obiettivo se non quello di provare, con le mie virgole e i miei punti scomodi, a creare la mia voce. Mi è piaciuto quello che ho scoperto di me. Mi è piaciuto mettermi in gioco e capire che, nonostante tutto, non sono solo numeri, conti e mastrini. 

E poi, tra capo e collo, sono arrivati i libri. Così, come se avessero deciso che questo fosse il loro posto. Non ricordo neanche perché scrissi il mio primo consiglio letterario. Lo feci senza alcuno scopo. Mi sembrò ovvio, naturale. Da lì è storia. 


05 agosto 2014

Il senso del tempo lo leggiamo insieme

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Scena tratta dall'episodio Tempo di leggere, Ai confini della realtà - Fonte

Un'incursione fugace in queste lande assopite.  
L'estate mi soffia sul cuore fiori d'arancio e rose di zucchero. E tulle, tulle come se non ci fosse un domani. Come se il destino dell'umanità fosse legato alla quantità di stoffa che riesco a digerire. Per l'umanità, tulle!

Ma tengo fede ai miei impegni, per quanto possibile, e oggi mi trovo a dover parlare proprio del tempo. Del tempo che manca, che fugge, del tempo inquieto. Quante accezioni di tempo riusciamo a individuare? Quant'è, il tempo? Come lo concepiamo? Lo teniamo, il tempo? Oppure abbiamo solo l'illusione di poter stabilire il quando di ogni cosa?